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Coline Bouby, difensore francese ormai tra le veterane del gruppo si racconta in una breve intervista.

Coline, da due anni in Romagna, ormai sei cittadina onoraria. Come è stato passare da una metropoli come Parigi a Ravenna?

All’ inizio mi sono dovuta ambientare, non è stato semplice anche per via della lingua che non conoscevo molto bene.
Per le prime settimane ho cercato il più possibile di farmi capire e di sforzarmi di far parte del gruppo.
Grazie alla mie compagne, che mi hanno aiutato in questo, sono riuscita in poco tempo à sentirmi parte integrante del progetto Ravenna.

Finalmente è arrivata la prima, meritata vittoria contro il Chievo. Può essere un punto di svolta per voi? Cosa era mancato prima?

Si, è arrivata la prima vittoria contro una squadra sulla carta molto forte e dal punto di vista tecnico sicuramente tra le migliori del campionato;cosa che ci da una consapevolezza in più e ci fa ben sperare per il proseguo del campionato. Nelle partite precedenti abbiamo espresso un buon gioco e a parer mio ci è mancata la lucidità davanti la porta. Ieri finalmente abbiamo assaporato la gioia della vittoria e abbiamo conquistato 3 punti importanti per il morale, ma vogliamo rimanere con i piedi per terra consapevoli che il percorso è ancora molto lungo e difficile.

Ultimamente in Italia è tornato all’attualità il problema del razzismo negli stadi. Tu che conosce la realtà della Francia, percepisci da noi un approccio differente al problema?

Il problema del razzismo credo sia un problema globale; la Francia è un paese molto più multietnico rispetto l’Italia ed è più abituato ad accettare le differenze. Ciononostante anche in Francia, negli stadi, spesso si verificano eventi di razzismo spiacevoli ma la differenza sta nel modo in cui vengono presi provvedimenti; in Italia il “razzista” torna allo stadio la domenica successiva e nessuno si preoccupa di fargliela pagare(deve essere squalificato o multato). Facciamo tutti parte di un’unica razza che è quella umana!

In Francia il calcio femminile è molto più avanti rispetto a qui. Cosa manca all’Italia per crescere secondo te?

Il calcio in Italia è ancora dilettantistico mentre in Francia è professionismo e la differenza sostanziale sta in questo; noi percepiamo salati minimi e non è un lavoro a tutti gli effetti e dobbiamo nel tempo in cui non ci alleniamo studiare o lavorare. Anche in Francia esistono squadra che non sono al passo del psg o Lione ma le giocatrici sono tutelate dalla legge. Durante la coppa del mondo si è parlato tanto di calcio femminile a livello mondiale e europeo e le partite sono state trasmesse da tanti canali TV di tutto il mondo ma a oggi il boom mediatico sembra già molto affievolito per non si sa quali motivi. Proponiamo un bello spettacolo, un calcio rispettoso e pulito, il mondo ci ha apprezzato per questo e spero che il loro interesse continui